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Personaggi

Alfredo Pizzoni

«Quando il nemico si ritirerà dal territorio da esso occupato, il CLNAI farà il massimo sforzo per mantenere la legge e l'ordine e per continuare a salvaguardare le risorse economiche del paese in attesa che venga istituito un Governo Militare Alleato»

I Protocolli di Roma, 7 dicembre 1944 Accordo fra il Governo e il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, dicembre 1944
Nome di battaglia: Alfredo, Biancardi, Melino, Paolo Felici, Pietro Longhi
Tipo: Politici
Data di nascita: 1894
Data di morte: 1958
Luogo di nascita: Cremona
Luogo di morte: Milano
Nazionalità: Italiana
Regioni di azione: Lazio,Lombardia
Operativo fuori zona di nascita: Si
Morto in guerra: No
Descrizione
Combattente nella prima e nella seconda guerra mondiale come bersagliere, laureato in giurisprudenza, Pizzoni si occupa di attività bancarie e problemi di finanza. Dalla caduta del regime nel luglio 1943 funge da perno organizzativo del nucleo dirigente del movimento di liberazione italiano: membro prima del Comitato delle opposizioni, poi del CLN di Milano, è nominato presidente del CLNAI. Pizzoni è infatti individuato – in quanto indipendente apartitico, distintosi per il rispetto delle regole interne al confronto politico – quale figura di riferimento per il mantenimento dell’equilibrio fra i diversi partiti antifascisti; e, data la sua esperienza nel campo degli affari economici nazionali e internazionali, come l’uomo più adatto ad interloquire con gli Alleati anglo-americani. Predisposta insieme a Enrico Falck un’articolata rete di collaboratori per il passaggio di fondi attraverso la Svizzera, nell’estate 1944 ottiene lo stanziamento da parte degli Alleati di 100 milioni di lire a favore della Resistenza italiana e ne organizza il trasferimento sul terroitorio nazionale. Negli ultimi mesi del 1944 partecipa alla missione del Sud e insieme a Giancarlo Pajetta, Edgardo Sogno e Ferruccio Parri è fra i firmatari a nome del CLNAI dei Protocolli di Roma, siglati con gli Alleati il 7 dicembre 1944: accordo attraverso cui le autorità anglo-americane riconoscono il CLNAI come unico centro coordinatore dell’attività di resistenza nazionale e si impegnano a elargire un finanziamento mensile a favore della lotta di liberazione. L'attività di Pizzoni è inoltre finalizzata a stringere accordi organizzativi con altre resistenze europee, come quella slovena e francese, seppur con esiti parziali. Il 27 aprile del 1945, in concomitanza con l’insurrezione, la fine del conflitto e la conseguente esigenza di una nomina politica al vertice dell’organizzazione, Pizzoni è sostituito alla presidenza del CLNAI da Rodolfo Morandi. Fino al giugno del 1945 prosegue comunque il suo impegno nel CLNAI come presidente della Commissione finanziaria. Nel dopoguerra, dopo aver preso parte ai lavori della Costituente, ritorna all’attività professionale bancaria assumendo la presidenza del Credito Italiano.
Fasi
FASE I - Dal 10/06/1940 al 07/09/1943
FASE II - Dal 08/09/1943 al 31/12/1943
FASE III - Dal 01/01/1944 al 03/06/1944
FASE IV - Dal 04/06/1944 al 12/11/1944
FASE V - Dal 13/11/1944 al 08/04/1945
FASE VI - Dal 09/04/1945 al 02/05/1945
FASE VII - Dal 03/05/1945 al 03/06/1946
Aree
Linea Gustav
Zona padana e prealpina
Eventi
Temi
La Resistenza e gli alleati
La Resistenza e l'Europa
Bibliografia
T. Piffer, Il banchiere della Resistenza: Alfredo Pizzoni, il protagonista cancellato della guerra di liberazione, Milano 2005
A. Pizzoni, Alla guida del CLNAI: memorie per i figli, Torino 1993 (Bologna, 1995)
A. Pizzoni, Nel decimo anniversario della liberazione dell'Italia del Nord, Milano, 1955