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Eventi

Scioperi di Sesto San Giovanni

"Il regime rende mute le fabbriche, le occupa ma non le fa proprie." (Gabriele Polo)

Tipo: Manifestazioni
Inizio: 23/11/1944
Fine: 23/11/1944
Latitudine: 45.522262
Longitudine: 9.219553
Regioni: Lombardia
Approfondimento
Descrizione
Sesto San Giovanni è il centro operaio per eccellenza nella provincia nord di Milano: la Pirelli, la Breda, la Falck e la Marelli occupano durante la guerra oltre 40.000 persone. Le fabbriche sono tra i primi luoghi di resistenza operaia, già nel marzo 1943 (chiedendo pane e pace), e poi ancora in luglio (per festeggiare la caduta del regime), in dicembre (contro il carovita) e nel marzo 1944 (quando protagoniste sono soprattutto le donne). Le deportazioni politiche e lo scompaginamento del gappismo milanese provocano un contraccolpo anche a Sesto; ma in estate gli operai si riorganizzano, dando vita alle Sap di fabbrica, che, sotto il comando di Vinicio Franchini “Emilio” esplicano azioni di sabotaggio e propaganda. Contestualmente le squadre di punta, con l’appoggio dei Cln, sostengono la popolazione, distribuendo viveri e salvaguardando le risorse. A Sesto si registra anche l’ultimo grande sciopero generale proclamato delle organizzazioni clandestine, il 23 novembre 1944. Le spinte spontanee di massa si combinano con la presenza di agitatori clandestini, cresciuta progressivamente di consistenza e influenza, nonostante il decreto legislativo del 21 giugno che prevedeva la pena di morte per i capi promotori od organizzatori di serrate o scioperi e stabiliva la pena detentiva della reclusione fino a vent’anni per i partecipanti. Le ragioni della classe operaia sono però decisamente forti: a partire dall’autunno, infatti, la produzione industriale era precipitata per carenze di risorse energetiche e materie prime; mentre i centri urbani rischiavano l’isolamento e l’asfissia per il problema dei trasporti e delle comunicazioni, che accresceva la crisi dei rifornimenti. Aumentava il numero degli operai rastrellati e inviati in Germania; mentre gli industriali ricorrevano nuovamente all’arma dei licenziamenti. A fine novembre la Resistenza è in profonda crisi dopo il proclama Alexander e occorre dare un segnale forte di reazione. Lo sciopero del 23 coinvolge una settantina di fabbriche di Milano e provincia. Il ruolo centrale è svolto dalla Pirelli. Serrate la Caproni di Taliedo, la Falk e la Magneti Marelli, suscitando nuove manifestazioni di solidarietà. Durissima la repressione: 185 operai della Pirelli vengono arrestati, 171 finiscono in Germania. Come ricordato dal Monumento al Deportato del Parco Nord , sono oltre 600 gli operai milanesi e sestesi deportati dal Binario 21, dei quali oltre 200 non faranno ritorno. Le organizzazioni operaie si riattivano nella fase insurrezionale, quando il comando piazza di Sesto, diretto da Aldo Melloni “Stefano” si prodiga nella difesa degli impianti industriali.
Fasi
FASE V - Dal 13/11/1944 al 08/04/1945
Aree
Zona padana e prealpina
Personaggi
Temi
Bibliografia
Città e fabbrica nella Resistenza: Sesto San Giovanni 1943-1945, Sesto 1975
I ribelli al governo della città: Sesto San Giovanni 1944-1946, Sesto 1980
Gli scioperi del marzo 1944: Resistenza civile disarmata e annientamento nei lager nazisti, Milano 2004